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PROSSIMO INCONTRO SABATO 4 MARZO

19 Febbraio 2017

19 Febbraio 2017

Cari genitori con l’inizio del nuovo anno sociale la ns Associazione, che si prefigge di creare occasioni per far incontrare e far parlare tra loro i genitori, propone un programma di appuntamenti mensili, in cui si potrà liberamente discutere e dialogare sulle tematiche socio-educative del nostro tempo e sugli aspetti che più toccano o interessano la nostra comunità. Gli incontri, aperti alla partecipazione di tutti, associati e non, si svolgeranno:

Martedi 13 Settembre 2016

Martedi 11 Ottobre 2016

Martedi 08 Novembre 2016

Martedi 06 Dicembre 2016

Martedi 10 Gennaio 2017

Martedi 07 Febbraio 2017

Martedi 14 Marzo 2017

Martedi 11 Aprile 2017

Martedi 09 Maggio 2017

Martedi 13 Giugno 2017
05 Agosto 2016

Aprile 2016



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Aprile 2016

Lingue straniere nella scuola dell'infanzia

Le scuole dell’infanzia italiane sono sempre più attente alle lingue straniere: dal primo rapporto ministeriale di monitoraggio emerge che l’84,8% delle scuole ha attivato percorsi didattici di lingua straniera, il 53,4% percorsi di sensibilizzazione e il 48,7% entrambi i percorsi. Accanto alle lingue tradizionali, come inglese e francese (ma anche tedesco e spagnolo), trovano spazio anche lingue emergenti come l’arabo e il cinese.

Negli ultimi anni le scuole dell’infanzia italiane hanno moltiplicato le iniziative di insegnamento precoce e di sensibilizzazione alle lingue straniere degli alunni più piccoli, sebbene tali materie non siano previste a livello ordinamentale. La maggior parte delle attività viene realizzata nelle sezioni dai 5 di età in su. Il primo "Rapporto di monitoraggio sulle esperienze di insegnamento/sensibilizzazione alle lingue straniere nella scuola dell’infanzia", elaborato dal gruppo di lavoro della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, è stato presentato durante la Conferenza "Early Childhood Education and Care & Early Language Learning" presso Reggio Children School, 16 - 18 Dicembre 2014, Reggio Emilia, organizzata durante il semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea. L’indagine è stata condotta attraverso la somministrazione di un questionario relativo alle modalità ed alle strategie attivate negli ultimi tre anni, e per almeno per un anno scolastico, dalle scuole dell'infanzia per la sensibilizzazione e l’insegnamento precoce delle lingue straniere. Al questionario hanno risposto correttamente 1.425 scuole delle 1.740 partecipanti, sia statali che paritarie, per un totale di 257.713 alunni dei quali 29.150 non italofoni. Nel 49,4% dei casi il docente di riferimento per le lingue straniere è un insegnante interno all’istituto. Una scelta bilanciata quasi del tutto dalla presenza, nel 49,1% degli istituti, di insegnanti esterni. In entrambi i casi, si tratta di docenti in possesso di una laurea abilitante o di una laurea in lingue o di diploma magistrale, tutti qualificati per l’insegnamento delle lingue straniere. Le attività si svolgono, nella maggior parte delle scuole, una volta a settimana per una durata media di più di 30 minuti e sono quasi sempre di carattere ludico (giochi di ruolo, giochi in lingua, filastrocche, attività con musica, canti, balli, forme di drammatizzazione, attività mimico gestuali, lavori manuali, forme narrative, fiabe, ...). Per quanto riguarda l’insegnamento, nelle scuole statali, il 68,3% dei docenti usa le LS sempre o quasi sempre durante le lezioni e il 30,8% le usa qualche volta. Gli insegnanti delle paritarie le usano sempre nel 67,3% dei casi e qualche volta nel 31,2%. Quanto alle attività di sensibilizzazione, il 57,3% dei docenti delle statali vi ricorre sempre e il 40,9% qualche volta; a fronte, rispettivamente, del 65,4% e del 32,7% degli insegnanti delle paritarie. Un elemento su cui è indispensabile intervenire in modo sistemico riguarda la formazione dei docenti all'insegnamento della lingua straniera nella scuola dell’infanzia: sembra infatti mancare un'attenzione specifica alla formazione di coloro che si dedicano a questo settore educativo.



03 Febbraio 2015



Il rapporto dell’OCSE intitolato Education at a Glance: OECD Indicators è una fonte autorevole d’informazioni accurate e pertinenti sullo stato dell’istruzione nel mondo. Il rapporto presenta dati sulla struttura, le finanze e i risultati dei sistemi d’istruzione di 34 Paesi membri dell’OCSE e di un certo numero di Paesi G20 e partner dell’OCSE.

Italia:

Le difficoltà cui fanno fronte i giovani italiani per trovare un lavoro rischiano di compromettere gli investimenti nell’istruzione.

La percentuale dei 15-29enni senza attività lavorativa e che sono usciti dal sistema d’istruzione o non sono iscritti a corsi di formazione (i cosiddetti NEET – Neither employed nor in education or training) è aumentata di oltre 5 punti percentuali tra il 2008 e il 2012, dal 19,2% al 24,6%. Tale aumento è stato più marcato per gli uomini (7,1 punti percentuali) rispetto alle donne (3,8 punti percentuali). Tutte le coorti di età sono state colpite da questa realtà, ma l’aumento più marcato è stato osservato tra i 20-24enni (9,5 punti percentuali). Nel 2012, quasi un giovane su tre (31,5%) dai 20 ai 24 anni di età non lavorava e non era iscritto a nessun corso di studi. .

Vedi rapporto dell'OCSE

OCSE Maggio 2014


Calendario scolastico regionale 2014-2015

Confermato per l'a.s. 2014/2015 il calendario scolastico regionale già approvato per l'anno in corso con la D.G.R. n. IX/3318 del 18/04/2012 di carattere permanente.

E' stata emanata inoltre la nota congiunta Regione/Ufficio Scolastico Regionale contenente precisazioni in merito all'adattamento del calendario scolastico regionale 2014/2015, in particolare da parte delle scuole dell'infanzia. Inoltre viene puntualizzato che le scuole devono tenere conto del monte ore annuale previsto per le singole discipline e attività obbligatorie e prevedere un accordo con gli enti territoriali deputati ad assicurare i servizi per il diritto allo studio.

Inizio delle lezioni

L'inizio delle lezioni è previsto il giorno 15 settembre per tutti gli ordini e gradi, ad eccezione della scuola dell’infanzia che inizia il 8 settembre.


Termine delle lezioni

La conclusione delle lezioni è l’8 giugno per tutti gli ordini e gradi, ad eccezione della scuola dell’infanzia che conclude il 30 giugno. La conclusione è anticipata al primo giorno lavorativo precedente nel caso in cui il giorno di chiusura cada in giorno festivo.

Tali date riguarderanno le Istituzioni Scolastiche di ogni ordine e grado e le Istituzioni Formative che organizzano i corsi di istruzione e formazione professionale.

Sospensione delle attività didattiche ed educative

I giorni di sospensione delle attività didattiche ed educative sono le festività stabilite a livello nazionale: tutte le domeniche, 1° novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre, 1° gennaio, 6 gennaio, il lunedì dopo Pasqua, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, la festa del Santo Patrono.

A queste si aggiungono le sospensioni definite dal calendario regionale:

vacanze natalizie: dal 22 al 31 dicembre, dal 2 al 5 gennaio;
vacanze di carnevale: i 2 giorni antecedenti l’avvio del periodo quaresimale;
vacanze pasquali: i 3 giorni precedenti la domenica di Pasqua e il martedì immediatamente successivo al Lunedì dell’Angelo.

Le istituzioni scolastiche e formative, nel rispetto del monte ore annuale previsto per le singole discipline e attività obbligatorie, possono disporre gli opportuni adattamenti del calendario scolastico d’istituto debitamente motivati e deliberati dall’istituto scolastico o formativo e comunicati altresì tempestivamente alle famiglie entro l’avvio delle lezioni per esigenze derivanti dal Piano dell’Offerta Formativa, in attuazione delle disposizioni di cui all’art. 5, comma 2 del D.P.R. 275/99 nonché per specifiche esigenze ambientali ai sensi dell’art. 10 c. 3 del D.lgs. 297/94.

Qualora l’adattamento del calendario comporti sospensione delle lezioni, nel limite massimo di tre giorni annuali, è necessario un preventivo accordo con gli enti territoriali competenti ad assicurare i servizi per il diritto allo studio.

VEDI DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE VEDI CALENDARIO 2014\2015

Regione Lombardia Maggio 2014



Il primo di settembre è ufficialmente iniziato il nuovo anno scolastico, di cui si vogliono fornire, con questo breve Focus, i dati che ne descrivono il sistema articolato delle sedi scolastiche, la numerosità degli alunni, la loro distribuzione nelle classi, la consistenza delle dotazioni organiche del personale docente analizzati a livello regionale. In particolare, i dati presentati, relativi alle scuole statali, derivano dalle procedure dell'Organico di fatto per l'anno scolastico 2014/2015, aggiornati al 28 agosto 2014. In appendice si propone invece, come lo scorso anno, una sintesi dei dati sulle scuole paritarie riferiti all'anno scolastico appena concluso che derivano dalle Rilevazioni sulle scuole (ex integrative).

Vedi tutta la pubblicazione


Fonte: MIUR - Ufficio di Statistica
Ministero Pubblica Istruzione Settembre 2014



Scuole primarie e scuole secondarie di primo grado: le famiglie scelgono più tempo a scuola

Con riferimento all’articolazione dei tempi scuola delle scuole primarie, a differenza dello scorso anno e per indicare che la scelta è esercitata dalle famiglie, l’applicazione delle IscrizioniOnLine visualizzava di default nel modello di iscrizione tutti i tempi previsti dagli articoli 4 e 5 del D.P.R. n.89/2009. In tale modo è stato possibile rilevare sul territorio nazionale la preferenza e la reale esigenza delle famiglie. Le istituzioni scolastiche, in fase di personalizzazione dei modelli hanno potuto indicare, accanto a ciascun tempo scuola prospettato, quello che non è attivato nell’anno scolastico 2013/2014. Dalla lettura dei dati emerge chiaramente che circa il 57,4 % delle famiglie ha espresso una netta preferenza per l’orario settimanale di 27-30 ore. Solo il 3,7% ha scelto il tempo a 24 ore mentre il tempo pieno risulta l’opzione preferita dal 38,9% delle famiglie. Con tutta evidenza, il tempo scuola a 40 ore settimanali risponde maggiormente alle aspettative educative e alle necessità familiari delle regioni del Nord (58% in Piemonte e 52,9% in Lombardia), mentre il tempo a 27 ore settimanali è preferito dalle famiglie residenti nelle regioni del Mezzogiorno (56,8% in Sicilia e 53,4% in Puglia).
Per la scuola secondaria di primo grado l’orientamento delle famiglie si rivolge principalmente alla tipologia di orario a 30 settimanali (83,9%) mentre l’indirizzo musicale vede un leggero aumento rispetto allo scorso anno (dal 13,5% al 15% delle domande).
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Fonte: MIUR - Ufficio di Statistica
Ministero Pubblica Istruzione Aprile 2014