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Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione


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Parte la riforma della scuola superiore.
Iscrizioni: fino al 27 febbraio per le elementari e medie.
Dal 26 febbraio al 26 marzo per le superiori.
Il Ministero dell’Istruzione comunica che è stata emanata la circolare con le indicazioni per le iscrizioni all’anno scolastico 2010-2011.
Per la scuola primaria e per la secondaria di I grado le iscrizioni si svolgeranno entro il 27 febbraio.
Per la scuola secondaria di II grado le iscrizioni si svolgeranno dal 26 febbraio al 26 marzo, per consentire un’adeguata informazione alle famiglie sulla riforma delle superiori.
Dall’anno 2010-2011 infatti entrerà in vigore la riforma dei licei e dell’istruzione tecnica e professionale. Il Consiglio di Stato ha dato parere positivo sui regolamenti.
Tra alcuni giorni, dopo il parere delle commissioni parlamentari, sarà resa nota la versione definitiva dei regolamenti con i quadri orari. Il ministero procederà poi a una massiccia campagna di informazione verso le scuole e le famiglie sulle novità introdotte.
La riforma dei licei può essere considerata epocale. L’impianto rivede complessivamente la legge Gentile del 1923.
Si introducono due nuovi licei: il musicale-coreutico e quello delle scienze umane. Vengono inoltre rivisti e aggiornati i vecchi licei.
Si supera la frammentazione che ha caratterizzato gli ultimi decenni della scuola italiana. Le famiglie sono disorientate dalla miriade di indirizzi sperimentali, addirittura 396. Dal 2010 gli indirizzi saranno solo 6.
L’obiettivo è quello di coniugare tradizione e innovazione.
I nuovi tecnici si divideranno in 2 settori (economico e tecnologico) e 11 indirizzi. Più inglese, più ore di laboratorio, maggiore sinergia con il mondo del lavoro.
I nuovi istituti professionali saranno articolati in 2 settori (Servizi e Industria e artigianato) e 6 indirizzi. Ci saranno più ore di laboratorio, saranno previsti tirocini e ore dedicate all’alternanza scuola-lavoro, per superare la sovrapposizione con l’istruzione tecnica e garantire una formazione immediatamente spendibile nel mondo del lavoro.
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| Vedi Guida nuova scuola Secondaria Superiore
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| Ministero Pubblica Istruzione 15 Gennaio 2010
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Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione


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“Tetto del 30% per gli alunni stranieri nelle classi,
si parte dal 2010-2011 dalle classi prime di elementari, medie e superiori.
Aperti alla integrazione, ma salvaguardia anche dei simboli e
dell’ identità della scuola italiana”
Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha inviato a tutte le scuole una nota contenente “indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana”.
Nelle ultime settimane si è discusso molto della presenza crescente di alunni stranieri nelle scuole e classi italiane, una presenza che talvolta ha superato quella degli stessi studenti italiani.
Con la nota inviata dal Ministero si vuole quindi fornire indicazioni sull’accoglienza e sull’assegnazione degli alunni stranieri alle classi.
In particolare, la nota prevede che:
*Il Ministero assegnerà apposite risorse finanziarie per gli interventi di sostegno alle scuole per l’inserimento di bambini stranieri e ulteriori finanziamenti saranno previsti per le scuole dei territori con alta presenza di cittadini stranieri.
* La nota ribadisce che i minori stranieri sono soggetti all’obbligo d’istruzione e che le modalità di iscrizione alle scuole italiane seguano i modi e le condizioni previste per i minori italiani.
*Per evitare concentrazioni di iscrizioni di alunni stranieri si dovranno realizzare accordi di rete tra le scuole e gli Enti locali. Gli Uffici scolastici regionali, di intesa con gli Enti territoriali, comunque, potranno autonomamente definire quanti bambini stranieri per classe si potranno iscrivere alle scuole del proprio territorio. Le iscrizioni di minori non italiani non dovranno superare il 30% degli iscritti e in particolare:
° il numero degli alunni stranieri presenti in ciascuna classe non potrà superare di norma il 30% del totale degli iscritti, quale esito di una equilibrata distribuzione degli alunni con cittadinanza non italiana tra istituti dello stesso territorio;
° il limite del 30% entrerà in vigore dall’anno scolastico 2010-2011 in modo graduale: verrà infatti introdotto a partire dalle classi prime sia della scuola primaria, sia della scuola secondaria di I e II grado;
° il limite del 30% potrà essere innalzato – con determinazione del Direttore generale dell’ufficio scolastico regionale - a fronte della presenza di alunni stranieri (come può frequentemente accadere nel caso di quelli nati in Italia) già in possesso delle adeguate competenze linguistiche;
° il limite del 30% potrà invece essere ridotto, sempre con determinazione del Direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, a fronte della presenza di alunni stranieri che dimostrino all’atto dell’iscrizione una padronanza della lingua italiana ancora inadeguata a una compiuta partecipazione all’attività didattica, e comunque a fronte di particolari e documentate complessità.
° Altro elemento fondamentale per l’integrazione degli alunni stranieri è il potenziamento della lingua italiana, indispensabile per poter andare di pari passo negli studi con i compagni di scuola italiani. Il regolamento di riordino del I ciclo prevede, infatti, che nella scuola secondaria di I grado (scuola media) una quota di ore di insegnamento della seconda lingua comunitaria possa essere utilizzata per potenziare l’italiano per gli alunni stranieri.
° L’assegnazione degli alunni non italiani nelle classi è autonomamente decisa dalle scuole che dovranno, comunque, procedere ad un accertamento delle competenze e dei livelli di preparazione dell’alunno per assegnarlo, di conseguenza, alla classe definitiva che potrà essere inferiore alla classe corrispondente all’ età anagrafica. Le scuole comunque possono prevedere che l’inserimento in una classe di un alunno straniero sia preceduto o accompagnato da una prima fase di approfondimento della conoscenza linguistica finalizzata ad un inserimento efficace dell’alunno nella classe.
° Per migliorare la conoscenza della lingua italiana possono essere inoltre organizzati corsi di potenziamento tenuti, dove possibile, dagli insegnanti della scuola stessa. Per questo, nelle attività di formazione degli insegnanti, è opportuno riservare particolare attenzione alle metodologie di intervento e alle misure organizzative e didattiche di sostegno all’integrazione.
“Spesso, all’interno di questo dibattito – ha affermato il ministro Mariastella Gelmini - ci si è voluti dividere agitando una ingiustificata polemica di tipo ideologico. La scuola deve essere il luogo dell’integrazione. I nostri istituti sono pronti ad accogliere tutte le culture e i bambini del mondo. Alla stesso modo la scuola italiana deve mantenere con orgoglio le proprie tradizioni storiche e insegnare la cultura del nostro Paese. L’inserimento, ad esempio, dell’ educazione alla cittadinanza va proprio in questa direzione: insegnare il rispetto per le altre culture e affermare contemporaneamente l’importanza delle regole civili, della storia, delle leggi e della lingua italiana. Una indispensabile condizione questa per realizzare una vera integrazione.
La presenza di stranieri nella scuola italiana, spesso concentrati in alcune classi, non è certo un problema di razzismo ma un problema soprattutto didattico.
Lo sanno le molte mamme che vedono la classe dei loro figli procedere a due velocità di crescita formativa, con alcuni studenti che rimangono indietro ed altri che riescono ad andare avanti meglio.
Stabilire un tetto del 30% di alunni stranieri per classe – ha aggiunto il ministro Gelmini - è un modo secondo me utile per favorire l’integrazione, perché grazie a questo limite si evita la formazione di “classi ghetto” con soli alunni stranieri.
I bambini stranieri devono essere inseriti nelle classi con i bambini italiani per evitare, come accade in molte città, che si formino scuole e classi composte solo da stranieri. Gli alunni non italiani hanno bisogno di stare con quelli italiani per potersi integrare al meglio.
Credo che su questo punto sia destra che sinistra siano d’accordo, come dimostrano le esperienze di tante amministrazioni locali.
Oltre al tetto, inoltre, è fondamentale prevedere classi di inserimento di durata limitata per poter insegnare la nostra lingua a chi è appena arrivato in Italia ad un livello sufficiente per non sentirsi in difficoltà con i coetanei. Questi momenti di inserimento si svolgeranno sia la mattina che il pomeriggio, mentre nella scuola media una parte di ore della seconda lingua potrà essere usata per lo studio dell’italiano.
Comunque non basta inserire un ragazzo straniero in una classe di studenti italiani per ottenere una effettiva integrazione. E’ necessario aiutare gli studenti stranieri ad imparare bene la nostra lingua, perché questa è l’elemento fondamentale che consente ai ragazzi stranieri di non sentirsi in difficoltà e in imbarazzo con i compagni e di realizzare un primo importante passo verso la completa integrazione”.
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| Ministero Pubblica Istruzione 8 Gennaio 2010
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| LA SCUOLA CAMBIA

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Inviata alle scuole la circolare che fornisce le indicazioni per l’iscrizione alle sezioni della scuola dell’infanzia e a tutte le scuole di ogni ordine e grado.
Le domande di iscrizione devono essere presentate entro il 28 febbraio.
Per la scuola dell’infanzia Iscrizioni aperte, nelle scuole statali e paritarie, per i bambini che compiono tre anni entro il 31 dicembre 2009 e anche ai bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile 2010.
Le ore settimanali previste sono 40 (8 ore giornaliere). A richiesta e in base alle disponibilità si potrà arrivare fino a un massimo di 50 ore.
Prosegue l’esperienza delle ‘sezioni primavera’ per i bambini dai 2 ai 3 anni.
Per la scuola primaria Sono obbligati a iscriversi gli alunni che compiono i sei anni entro il 31 dicembre 2009. Possono iscriversi anticipatamente anche i bambini che compiono i sei anni entro il 30 aprile 2010.
Per le prime classi sarà introdotto l’insegnante unico di riferimento che avrà la responsabilità formativa globale dell’alunno.
Al momento delle iscrizioni alle classi prime i genitori possono esprimere, in ordine di priorità, le preferenze rispetto all’articolazione dell’orario settimanale: 24 o 27 ore che sono i due modelli di base.
Le famiglie possono scegliere anche il modello a 30 ore (con attività opzionali) e quello a 40 ore (tempo pieno).
Per le classi successive alle prime continuano i modelli orari in atto.
Per la scuola secondaria di primo grado Con l’iscrizione i genitori esprimono la scelta tra i modelli orari di 30 ore o di tempo prolungato di 36 ore (prolungabile fino a 40 ore). Nel modello a 30 ore, 29 saranno di insegnamento curriculare e 1 di potenziamento della lingua italiana.
Le famiglie inoltre da quest’anno potranno, in sede di iscrizione e con vincolo di non variare tale scelta per l’intero corso della secondaria di primo grado, chiedere l’inglese potenziato: 5 ore di inglese, anziché 3 di inglese più 2 di una seconda lingua comunitaria. Le famiglie dunque potranno decidere di impiegare le 2 ore della seconda lingua comunitaria per l’insegnamento dell’inglese.
Per la scuola secondaria di secondo grado I nuovi ordinamenti entreranno in vigore a decorrere dall’anno scolastico 2010-2011 con la revisione generale dell’offerta formativa. Per il 2009-2010 sono confermati i percorsi previsti dagli attuali ordinamenti.
Voti e comportamento I voti relativi alle singole discipline sono espressi in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza) sia nella scuola primaria che nella scuola secondaria di primo e secondo grado.
Nella scuola secondaria di primo e secondo grado la valutazione del comportamento è espressa in decimi (i voti inferiori a 6 sono di insufficienza). Con una votazione inferiore a 6 lo studente non è ammesso all’anno successivo.
L’esito complessivo dell’esame conclusivo del primo ciclo (terza media) è espresso in decimi.
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| Ministero Pubblica Istruzione 15 Gennaio 2009
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| RAPPORTO OCSE-SCUOLA:
SPESA INGENTE MA RISULTATI SCARSI PROMOSSE LE ELEMENTARI. BOCCIATE LE SUPERIORI.

Mercoledì 17 giugno a Roma presso la Sala Comunicazione del Ministero dell'Istruzione in Viale Trastevere, a Roma l'OCSE in collaborazione con l'Associazione TreeLLLe e del Ministero dell'Istruzione ha presentato le ricerche "Talis 2008"
| Roma, 17 giugno 2009 |
Complessivamente la scuola dell'obbligo in Italia, ''produce pochi risultati a livello di scuole secondarie nonostante la spesa resti alta'', scrive l'Ocse nel rapporto dedicato all'Italia. Al contrario, sempre a livello internazionale, ''la scuola primaria (elementari, ndr) registra una performance superiore'' agli altri paesi, sottolinea l'Ocse.
L'analisi segnala scostamenti tra le regioni, ''differenze di performance cosi' grandi tra gli alunni delle diverse regioni non appaiono nei sistemi educativi nazionali degli altri paesi. Probabile che riflettano soprattutto differenze socio-economiche piuttosto che differenze di efficienza scolastica a livello regionale'', scrive l'Ocse.
Il rapporto sottolinea poi la scarsa affidabilita' dei sistemi di valutazione di efficienza scolastica adottati nel nostro paese.
VEDI IN DETTAGLIO I RISULTATI DELL'INDAGINE OCSE
VEDI LA VALUTAZIONE DEL MINISTRO GELMINI
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| Ministero Pubblica Istruzione 17 Giugno 2009
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| SCUOLA IL CONSIGLIO DEI MINISTRI APPROVA LA RIFORMA DEI LICEI SI PARTE DAL 2010

DA 400 INDIRIZZI SPERIMENTALI A 6 LICEI
PIU' AUTONOMIA PER LE SCUOLE E RAZIONALIZZAZIONE DEI PIANI DI STUDIO
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| Roma, 12 giugno 2009 |
Approvata oggi in prima lettura dal Consiglio dei Ministri la riforma dei licei.
Si tratta di una riforma epocale che partirà dal 2010 e che segna un passo fondamentale verso la modernizzazione del sistema scolastico italiano.
L’impianto complessivo dei licei, infatti, risale alla legge Gentile del 1923.
Con questa riforma si vuole:
* fornire maggiore sistematicità e rigore e coniugare tradizione e innovazione;
* razionalizzare i piani di studio, privilegiando la qualità e l’approfondimento delle materie di studio;
* caratterizzare accuratamente ciascun percorso liceale;
* riconoscere ampio spazio all’autonomia delle istituzioni scolastiche;
* consentire una più ampia personalizzazione, grazie a quadri orari ridotti che danno allo studente la possibilità di approfondire e recuperare le mancanze.
Il Regolamento recante “revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei” approvato oggi completa la riforma della scuola
secondaria superiore avviata dal ministro Mariastella Gelmini con la riforma degli istituti tecnici e professionali e partirà dal 2010.
Il nuovo modello dei licei partirà gradualmente, coinvolgendo a partire dall’anno scolastico 2010-2011 le prime e le seconde.
La riforma entrerà a regime nel 2013.
VEDI IN DETTAGLIO
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| Ministero Pubblica Istruzione 12 Giugno 2009
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| RIORDINO ISTRUZIONE TECNICA E PROFESSIONALE

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| Roma, 28 maggio 2009 |
Finalmente con il riordino dell'istruzione tecnica e professionale, inizia oggi il processo di riforma della scuola secondaria.
Questa mattina, infatti, dopo 78 anni dall'ultimo riordino datato 1931, il Consiglio dei Ministri ha approvato 2 Regolamenti che riformano gli istituti tecnici e gli istituti professionali.
Le norme introdotte con i nuovi Regolamenti riorganizzano e potenziano questi istituti a partire dall'anno scolastico 2010-2011 come scuole dell'innovazione. "Il rilancio della cultura tecnica e professionale - ha affermato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - è la migliore risposta della scuola alla crisi, perché favorisce la formazione del capitale umano necessario per il rilancio del made in Italy e perché consente una pluralità di scelte formative integrate con la formazione professionale regionale, in contrasto con i rischi di dispersione scolastica.
I nuovi regolamenti vanno in continuità con il già annunciato scopo di rilanciare e potenziare la formazione tecnica e professionale - ha ribadito il ministro - che ha già dato importanti risultati come un aumento del numero degli iscritti già per il prossimo anno, soprattutto nelle regioni con maggiore presenza industriale.
Recenti indagini dimostrano che esiste una domanda di tecnici che è esattamente il doppio dell'offerta (300.000 tecnici richiesti dalle imprese contro i 140.000 attualmente offerti). Iscriversi ai nuovi istituti tecnici e professionali consentirà ai giovani maggiori opportunità occupazionali e una riduzione dei tempi di transizione tra scuola, formazione e lavoro".
VEDI IN DETTAGLIO
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| Ministero Pubblica Istruzione 28 Maggio 2009
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SCUOLA, BOOM DI CLASSI A TEMPO PIENO: IN PRIMA SARANNO QUASI 2.500 IN PIU'
Roma, 22 apr. (Adnkronos) - "Le classi a tempo pieno in prima elementare l'anno prossimo saranno quasi 2.500 in più:
si passerà quindi dalle attuali 7.000 a più di 9.000 classi prime che l'anno prossimo potranno usufruire del modello orario di 40 ore settimanali".
E' quanto comunica il ministero dell'Istruzione, spiegando che "questo aumento sarà possibile grazie a una serie di azioni messe in atto:
il dimensionamento della rete scolastica che è andata meglio del previsto con circa 250 scuole sono state accorpate grazie anche all'impegno delle Regioni;
la parziale soppressione delle compresenze effettuata comunque assicurando la mensa scolastica". Questo significa che "per ogni classe a tempo pieno vengono
nominati due docenti che devono assicurare 22 ore di insegnamento ciascuno. La classe in cui insegnano ha però un orario di 40 ore. Ognuno dei docenti,
quindi, ha 2 ore del proprio orario da poter utilizzare nella scuola. Inoltre, quasi il 50% degli insegnanti della scuola primaria non è ancora formato
per insegnare l'inglese e sarà necessario prevedere quindi che 2 o 3 ore dell'orario scolastico saranno coperte dall'insegnante di inglese e da quello di
religione".Quindi, "le scuole, in base alla loro autonomia, potranno chiedere ai docenti nominati su ciascuna classe del tempo pieno di utilizzare più di
2 ore del loro orario di lavoro anche per coprire il tempo pieno in altre classi. Grazie a questi provvedimenti, saranno riconfermate le 34.000 classi che
lo scorso anno hanno usufruito del modello orario di 40 ore e a queste si aggiungeranno 2.500 classi prime in più. Le prime elementari che l'anno prossimo
faranno il tempo pieno saranno, quindi il 20% in più di quest'anno".Il ministrero dell'Istruzione sottolinea che "si tratta di un dato che negli ultimi
9 anni non aveva mai subito un aumento così rilevante. In tutte le regioni italiane, quindi, ci sarà un aumento medio del numero delle classi di tempo pieno.
L'aumento più significativo ci sarà in Veneto e in Lombardia dove le richieste delle famiglie e le condizioni delle scuole lo consentono. Ci sarà più tempo
pieno, comunque, anche al Centro e al Sud del Paese".Va considerato però che "nel Meridione si assiste ad un decremento delle iscrizioni, dovuto ad una
diminuzione della natalità e al minor numero di studenti stranieri presenti sul territorio. Grazie a questi provvedimenti, inoltre - conclude la nota del
dicastero di Viale Trastevere - sarà possibile garantire alle classi prime che lo hanno richiesto un orario di 30 ore a settimana, a fronte delle 27 ore
garantite per effetto del regolamento".

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SCUOLA : ALLARME DISPERSIONE
200MILA STUDENTI LASCIANO OGNI ANNO
Roma, 20 apr. (Apcom) - Allarme dispersione scolastica in Italia: sarebbero circa 200 mila i ragazzi che ogni anno lasciano la scuola prima del diploma, almeno secondo i dati forniti da Tuttoscuola, che ha confrontato il dato numerico dei ragazzi iscritti al primo anno con quello degli iscritti all'ultimo anno dopo un quinquennio. "L'Unicef - ricorda Tuttoscuola - parla del 20% di ragazzi che durante il percorso negli istituti superiori italiani abbandonano prima di arrivare al diploma: una percentuale di insuccessi ritenuta giustamente impressionante. L'Isfol ha svolto una ricerca analoga, anche al di fuori del sistema di istruzione, arrivando a quantificare in 150 mila i ragazzi tra i 14 e i 17 anni che 'si disperdono', lasciando il sistema di istruzione, quello di formazione professionale o l'apprendistato". "La situazione è però forse ancora peggiore di quanto dicono queste ricerche", sancisce il magazine. Nel 2006-2007 e nel 2007-2008 sono risultati iscritti al quinto anno 203 mila ragazzi in meno di quelli che cinque anni prima risultavano iscritti al primo anno di corso. Un dato di 'conta' all'inizio e alla fine del percorso - confermato da una sequenza di vari quinquenni - che comprende anche i ripetenti raccolti lungo il percorso. Si è trattato di una dispersione scolastica che ha sfiorato il 33%, un tasso ben più alto quindi del 20% denunciato dall'Unicef. Secondo Tuttoscuola, infine, nel corrente anno scolastico 2008-2009 la dispersione si è un po' attenuata: dei 613.388 iscritti al primo anno nel 2004-2005 risultano attualmente presenti in quinta 424.143 studenti. Se ne sono quindi persi per strada 189.245, il 30,9%.
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ISTRUZIONE - LE SCELTE DELLE FAMIGLIE
A TEMPO PIENO UNA CLASSE SU QUATTRO
Trend in crescita nelle primarie ma i presidi non hanno certezze per le inscrizioni.
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Sono più di un milione. Hanno dai 6 ai 14 anni e trascorrono sui banchi di scuola fino a otto ore al giorno, con la formula del tempo pieno alle elementari e prolungato alle medie. I dati del ministero dell'Istruzione sull'anno scolastico in corso fotografano un'Italia dove una
classe su quattro arriva a 40 ore nella scuola primaria ed è full-time con formule diverse nella secondaria di primo grado. Guardando invece agli ultimi dieci anni si scopre un andamento a due facce: il tempo pieno alle elementari è cresciuto progressivamente passanda dal 19% del 1999/2000
al 25% di quest'anno, mentre quello prolungato alle medie è sceso dal 30% di dieci anni fa al 25% di oggi. E' questo il quadro che si presenta mentre a fine mese scade il termine per incrizioni per le nuove modulazioni di orario e molti genitori - sopratutto al Nord dove la richiesta di "copertura"
è generalmente più elevata - temono che l'offerta delle scuole sia più ristretta. E se da un lato le famiglie premono, dall'altro le scuole prendono tempo: la circolare del 16 gennaio scorso lega l'orario lungo a doppio filo con " la disponibilità dei servizi e le consistenze di organico".
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| | Il Sole 24 Ore del 2 Febbraio 2009
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CONTENIMENTO DELLA SPESA PER I LIBRI SCOLASTICI, ZAINETTI MENO PESANTI LIBRI SCARICABILI DA INTERNET
 
Il Ministero emana la nuova circolare sulle adozioni dei libri di testo per l’anno scolastico 2009/2010
| | Contenimento dei costi per i testi scolastici, zainetti meno pesanti, libri scaricabili da internet: queste alcune delle importanti novità sui libri di testo introdotte dalla circolare emanata oggi dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Con questa circolare vengono previsti alcuni cambiamenti nella scelta dei libri di testo da parte dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado per il prossimo anno scolastico: a fianco del tradizionale libro a stampa le scuole potranno scegliere testi scaricabili in tutto o in parte da internet.
Le scelte, inoltre, non potranno essere cambiate per almeno 5 anni nella scuola primaria e 6 in quella secondaria. Rimane, comunque, la possibilità per gli editori di integrare i testi con appendici di aggiornamento, se necessario in relazione a modifiche dei programmi di insegnamento.
Per limitare al massimo la spesa a carico delle famiglie le scuole potranno continuare a ricorrere al comodato d’uso gratuito e al noleggio dei testi scolastici.
Le adozioni dei testi, che le scuole renderanno pubbliche, dovranno essere effettuate entro il 15 aprile 2009 per le classi di scuola secondaria di I grado (scuole medie) ed entro la fine di maggio 2009 per tutte le classi di scuola primaria (scuola elementare) e secondaria di II grado (scuola superiore).
Per tutte le classi in cui sono presenti alunni con disabilità visiva, invece, le adozioni dovranno essere effettuate entro il 31 marzo 2009.
I libri di testo sono gratuiti per tutti gli alunni delle scuole elementari e vengono forniti attraverso la consegna di cedole librarie.
Per gli studenti delle scuole medie e dei primi due anni delle scuole superiori appartenenti a famiglie meno abbienti è invece possibile richiedere borse di studio e rimborsi parziali della spesa sostenuta per l’acquisto dei libri.
A tal fine, le risorse finanziarie disponibili, assegnate complessivamente alle amministrazioni comunali, sono pari a € 103.291.000 per i rimborsi alle famiglie e a € 154.937.070 per le borse di studio agli alunni in obbligo scolastico.
Con un decreto di prossima emanazione saranno definite le caratteristiche tecniche e tecnologiche dei libri di testo e i tetti di spesa per ciascuna classe di scuola secondaria di primo e di secondo grado.
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| Ministero Pubblica Istruzione 10 Febbraio 2009
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| Linee di indirizzo per la sperimentazione del nuovo insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”
“Cittadinanza e Costituzione”
al via la sperimentazione nelle scuole italiane
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| Roma 4 Marzo 2009
Il ministro Mariastella Gelmini ha presentato questa mattina a Palazzo Chigi il documento d'indirizzo per la sperimentazione dell'insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”.
Grazie allo studio di questa nuova materia gli studenti avranno l'opportunità di approfondire il testo della nostra Carta Costituzionale, sperimentare forme di partecipazione attiva alla vita democratica, affrontare i temi dell'educazione ambientale, l'educazione stradale e il volontariato.
Cittadinanza e Costituzione verrà insegnato durante le ore di storia e geografia e studi sociali
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VEDI LA PRESENTAZIONE
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| LIBRI DI TESTO : DECRETO MINISTERIALE N° 41 DEL 8 APRILE 2009
Definite le caratteristiche tecniche e tecnologiche dei libri di testo e i tetti di spesa per ciascuna classe di scuola secondaria
di primo grado e per ciascuna classe e tipo di scuola secondaria di secondo grado per l'anno scolastico 2009/2010.
VEDI ALLEGATI |
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